Il mio metodo
La mia pratica nasce dalla musicoterapia, ma si muove dentro una visione più ampia: la musica come linguaggio umano, relazionale e quotidiano.
Musicoterapia preventiva
Lavoro attraverso la musicoterapia preventiva: un approccio che non interviene solo sul disagio, ma si prende cura del benessere prima che emerga una difficoltà.
Questo significa creare contesti in cui la relazione è già terapeutica, perché basata su:
ascolto
presenza
libertà espressiva
assenza di giudizio
Non si tratta di correggere qualcosa, ma di sostenere ciò che già c’è. Creare spazi in cui le persone possono incontrarsi, ascoltarsi e ritrovare una forma di presenza che non passa dalle parole.
Ricerca, esperienza e osservazione
Il mio lavoro nasce dall’incontro tra ciò che osservo, ciò che vivo e ciò che sperimento nei contesti educativi e familiari. Mi muovo in una ricerca continua che parte dalla pratica:
ciò che accade nelle relazioni
le risposte del corpo e del gruppo
l’adattamento del lavoro ai bisogni reali delle persone
Non applico protocolli rigidi: costruisco dispositivi flessibili, che si modellano sul contesto. Credo in una ricerca viva, che non separa mai il sapere dall’esperienza.
Accanto alla pratica clinica ed educativa, la mia ricerca è alimentata anche da uno sguardo costante sulla quotidianità: i modelli educativi contemporanei, i cambiamenti sociali, le forme di disagio che attraversano bambini e adulti.
La vita di tutti i giorni è il luogo in cui emergono i bisogni più profondi, spesso prima ancora di diventare parola.
Le mie fonti di ispirazione si estendono oltre il campo strettamente terapeutico: arte, letteratura e natura sono presenze costanti nel mio lavoro.
Sono luoghi in cui ritrovo linguaggi simbolici, possibilità espressive e forme di ascolto che nutrono e orientano la mia pratica.
I principi che mi guidano nel lavoro:
La relazione viene prima della tecnica: è la qualità dell’incontro tra persone a dare senso a ciò che accade, non solo l’applicazione di un metodo.
Ogni contesto è unico e non replicabile: non lavoro per schemi fissi, ma ascolto ciò che emerge nel presente, adattando il lavoro alle persone e al gruppo.
La musica non è performance ma esperienza: valorizzo il poter essere presenti, ciascuno con il proprio modo di esprimersi.
Il benessere nasce dalla qualità della presenza, non dalla prestazione: è nello spazio di ascolto reciproco che qualcosa può trasformarsi.
Con chi lavoro
Genitori, bambini e bambine dalla gravidanza ai sei anni
Accompagno genitori e bambini nei primi anni di vita in percorsi di Musica in famiglia, a partire già dalla gravidanza.
Creo spazi semplici e accoglienti in cui la musica diventa un modo per entrare in relazione, sostenere la comunicazione affettiva, costruire ritualità quotidiane e per offrire alle mamme e ai papà spazi di incontro e condivisione.
Durante la gravidanza,propongo esperienze legate alla voce e alla creazione di una ninna nanna personalizzata: un modo per entrare in contatto con il bambino già prima della nascita e iniziare a costruire un primo legame sonoro.
Nei primi mesi di vita con i neonati, il lavoro si concentra sull’ascolto e sul contatto: la voce, il ritmo e il suono diventano strumenti per sostenere il legame e la regolazione. È uno spazio che accoglie anche la fatica, i tempi incerti e i bisogni dei genitori, senza aspettative o richieste di aderire a standard esterni.
Con i bambini più grandi, la musica si apre al movimento, all’esplorazione e al gioco condiviso, mantenendo sempre al centro la relazione.
Con chi lavoro
Scuole dell’infanzia e nidi
Collaboro con servizi educativi portando percorsi di musicoterapia all’interno delle classi.
Lavoro con i gruppi di bambini e in dialogo con educatrici e maestre, per sostenere lo sviluppo armonico delle bambine e dei bambini con particolare attenzione ai temi educativi pregnanti al giorno d’oggi: ascolto, regolazione motoria, emotiva e infine comportamentale.
Nei contesti del nido e della scuola dell’infanzia, i bambini hanno bisogno di esperienze che sostengano la sicurezza, la continuità e la possibilità di esprimersi anche oltre il linguaggio verbale.
La musica offre uno spazio accessibile a tutti, in cui ogni bambino può partecipare secondo i propri tempi, trovando modalità personali di contatto, espressione e relazione. Sostengo la creazione e lo sviluppo di un pensiero divergente e credo nell’unicità di ogni bambino e bambina e nel suo bisogno di essere visto davvero.
Ogni percorso nasce dal contesto specifico e si adatta ai bisogni reali della classe.
Con chi lavoro
Cerchi di canto e voce
Conduco cerchi di canto e spazi dedicati alle donne.
Sono momenti in cui la voce diventa uno strumento per: ritrovare contatto con sé, lasciare emergere l’espressione, sciogliere tensioni.
Non è un’attività performativa, ma un’esperienza di presenza e ascolto.
Nella vita quotidiana, molte donne attraversano ritmi intensi, richieste continue e poco spazio per sé.
Il lavoro con la voce apre un tempo diverso, in cui non è necessario fare o dimostrare, ma semplicemente esserci.
È uno spazio che accoglie ciò che c’è: stanchezza, emozioni, bisogno di respiro, desiderio di espressione.
Attraverso il canto condiviso, si crea una dimensione di ascolto e connessione che sostiene il benessere e la presenza.